{"id":99475,"date":"2020-06-21T21:16:42","date_gmt":"2020-06-21T19:16:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.divagnoluoghidellamemoria.it\/luoghidellamemoria\/?p=99475"},"modified":"2021-02-03T13:23:44","modified_gmt":"2021-02-03T12:23:44","slug":"il-federalismo-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.divagnoluoghidellamemoria.it\/luoghidellamemoria\/2020\/06\/21\/il-federalismo-europeo\/","title":{"rendered":"Il Federalismo europeo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Da quando le societ\u00e0 umane si sono costituite in citt\u00e0-stato, reami, imperi, pi\u00f9 di 8. 000 anni fa, non hanno potuto evitare di avere relazioni tra di loro, belliche o pacifiche. Spesso si sono ricercate alleanze tramite legami di sangue e matrimoni, trattati di pace poi di commercio o collaborazioni. Tuttavia, salvo rare eccezioni, erano le armi a decidere del raggruppamento di stati sotto una sola bandiera o la forma della dominazione del vincitore sui territori conquistati. Tra le eccezioni, anche se spesso a soli fini militari, figurano le leghe, cio\u00e8 associazioni temporanee di due o pi\u00f9 stati che si uniscono per il raggiungimento di un fine comune che sia politico, commerciale o militare. La prima fu inventata dai greci: la Lega Peloponnesiaca (560-366 a. C. ), intorno a Sparta per esautorare le tirannidi nelle citt\u00e0 greche e lottare contro i persi e contro la rivale Atene. Questo tipo di associazione si diffonder\u00e0 durante il medioevo e la pi\u00f9 famosa fu la Lega Anseatica (1143-1669), alleanza di citt\u00e0 del mar Baltico e dell\u2019Europa settentrionale per fine commerciali, politici e culturali. Tuttavia, nessuna di queste conquiste o di questi tipi di alleanze, associazioni, leghe (con l\u2019eccezione dell\u2019Impero Romano e della lega anseatica) \u00e8 durata pi\u00f9 di qualche decina di anni. Un\u2019altra forma di associazione tra stati appare nel tardo medioevo: la confederazione. Una confederazione \u00e8 un\u2019alleanza revocabile tra Stati sovrani. Il suo potere, limitato e relativo a pochi ambiti, \u00e8 conferito dai governi, i quali decidono all\u2019unanimit\u00e0. Tra le pi\u00f9 famose figurano la Confederazione Elvetica (1291-1848, quando la confederazione si trasforma in una federazione) o la Confederazione Polacco-Lituana (1569-1795). Numerose furono le Confederazioni di breve duratura durante l\u2019Ottocento, sia in Europa sia in America latina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La rivoluzione dei Lumi e l\u2019Ottocento (1695-1914)<\/strong><\/p>\n<p>Furono i Lumi a spingere per un cambiamento dell\u2019organizzazione delle relazioni tra Stati. Lo stato di guerra permanente tra potenze che caratterizzava il continente europeo (e non solo) non rispondeva pi\u00f9 ai bisogni dell\u2019economia e al benessere dei popoli. Il primo ad immaginare un modello di repubblica federale fu Charles di Montesquieu, nel suo famoso capolavoro Lo Spirito delle leggi (1748), aprendo cos\u00ec una nuova via di relazioni internazionali. Il pensiero dei lumi non impedir\u00e0 le guerre, ma nutrir\u00e0 un vasto dibattito, non ancora chiuso. Produrr\u00e0 qualche importante risultato come la prima vera federazione, quella degli Stati Uniti di America (1787-1789). Influenzer\u00e0 il tentativo di organizzazione pacifica dell\u2019Europa del Congresso di Vienna (1814-1815). Il suo \u201cconcerto delle nazioni\u201d \u00e8 basato sull\u2019equilibrio dinamico delle principali potenze europee in modo che nessuna di esse potesse prevalere sulle altre. Tuttavia, l\u2019ordine prerivoluzionario rimaneva quasi immutato, nonostante il vento di libert\u00e0 che continuava ad animare molti cittadini. Le idee democratiche e rivoluzionarie, diffuse in tutta Europa, condurranno ai moti popolari del 1848-49 in molti paesi, crudelmente repressi. Saranno un fermento per lo sviluppo del comunismo e del socialismo nonch\u00e9 di molti progetti di cambiamento dell\u2019ordine nazionale e internazionale. La prima Internazionale nasce nel 1864 \u2013 ispirata dall\u2019augurio finale del Manifesto del Partito comunista (1848) di Marx e Engels: \u201cproletari di tutto il mondo, unitevi!\u201d. L\u2019opposizione tra Karl Marx e Pierre-Joseph Proudhon condurr\u00e0 l\u2019anarchico francese a proporre nel suo libro Du principe f\u00e9d\u00e9ratif (1863), una organizzazione internazionale basata sul federalismo e le libert\u00e0 individuale.<\/p>\n<p>L\u2019idea di creare una federazione di Stati era stata formalizzata da Immanuel Kant nel suo libro Per la pace perpetua (1795). In questo saggio, Kant presenta idee che saranno dibattute e sviluppate durante i due secoli successivi. Scrive: &#8220;Lo stato di pace non \u00e8 uno stato di natura, che al contrario \u00e8 uno stato di guerra, e quindi lo stato di pace deve essere stabilito&#8221;. Quindi per evitare le guerre Kant propone che la costituzione di ogni Stato sia repubblicana e il diritto internazionale fondato sopra una federazione di liberi Stati. Queste idee di pace tra i popoli, di ristrutturazione pacifica e universalista dell\u2019ordine politico europeo, di federazione degli Stati uniti d\u2019Europa, saranno rinforzate dall\u2019impegno intellettuale di grandi personaggi, scrittori, filosofi e politici, come Charles de Saint-Simon, Alexis de Tocqueville o Victor Hugo. In un discorso di grande impatto durante il Congresso internazionale della Pace, a Parigi il 21 agosto 1849, Hugo richiama la necessit\u00e0 di creare un Europa unita, anche se \u00e8 cosciente che non sar\u00e0 facile. Il contenuto del suo discorso ispirer\u00e0 tra le due guerre mondiali del Novecento molti intellettuali federalisti e in primis il barone austro-ungarico Richard Coudenhove-Kalergi, creatore del movimento Pan-Europa, al quale parteciperanno intellettuali come Albert Einstein, Thomas Mann, Sigmund Freud, Jos\u00e9 Ortega y Gasset, Denis de Rougemont e ispirer\u00e0 poi politici come Konrad Adenauer, Alcide Di Gasperi, Robert Schuman e Winston Churchill.<\/p>\n<p>Durante l\u2019Ottocento, lo sviluppo economico e le idee internazionaliste permettono la creazione di tante istituzioni internazionali, come le unioni europee delle poste o delle ferrovie (sempre in attivit\u00e0) e accordi di unione monetarie:il Zollverein tra gli stati tedeschi pi\u00f9 il ducato di Lussemburgo; l\u2019Unione monetaria Latina, tra Francia, Italia, Svizzera, e Belgio (1865-1927) poi Grecia (dal 1868 in poi), o l\u2019Unione monetaria scandinava tra Danimarca, Svezia, Norvegia e Islanda (1872-1914). Tuttavia, l\u2019Ottocento \u00e8 anche il secolo della costruzione degli Stati sovrani e dei nazionalismi, quello della concorrenza economica e commerciale, della conquista europea del mondo, di tensioni per la dominazione industriale, della lotta per la costruzione di imperi coloniali. Queste rivalit\u00e0 conducono a la creazione di due blocchi antagonisti: da una parte, la Triplice Intesa, tra Russia, Francia e Regno Unito, dall\u2019altra parte, la Triplice Alleanza tra Germania, Austria-Ungheria e Italia a cui si unir\u00e0 l\u2019Impero ottomano. L\u2019affermazione dei nazionalismi, l\u2019avidit\u00e0 di stati e Imperi capitalistici, la rivalit\u00e0 tra i due blocchi, il sonnambulismo dei politici, saranno pi\u00f9 forti delle idee pacifiche e universaliste, dell\u2019Internazionale socialista e dei sogni di Stati uniti d\u2019Europa. Condurranno inevitabilmente alla Prima guerra mondiale, il primo suicidio collettivo d\u2019Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La creazione della Societ\u00e0 delle nazioni e la tentazione federalista (1920-1939)<\/strong><\/p>\n<p>Per vincere la guerra gli alleati avevano dovuto contare sull\u2019aiuto degli americani. Per assicurarlo, il Presidente Woodrow Wilson aveva presentato, l\u20198 gennaio 1918, al Congresso la sua visione dell&#8217;ordine mondiale seguente la guerra basata su quattordici principi di base. L\u2019ultimo fu: \u201cDovr\u00e0 essere creata un&#8217;associazione delle nazioni, in virt\u00f9 di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d&#8217;indipendenza e di integrit\u00e0 territoriale\u201d. Durante le negoziazioni di pace Wilson far\u00e0 pesare tutta la sua influenza per la creazione di una tale organizzazione intergovernativa, che prender\u00e0 forma nel trattato di pace del 1919 e sar\u00e0 nominata Societ\u00e0 delle Nazioni (SDN). La SDN rappresent\u00f2 una evoluzione considerevole nelle relazioni internazionali e avr\u00e0 un ruolo cruciale nella risoluzione dei gravi problemi creati dalla guerra. Tuttavia, il patto iniziale aveva delle lacune che si dimostreranno incolmabili: non aveva poteri coercitivi, n\u00e9 i mezzi n\u00e9 i poteri per eseguire le decisioni pi\u00f9 gravi che dovevano essere prese per imporre la pace tra le nazioni. L\u2019affermazione delle sovranit\u00e0 nazionali faceva s\u00ec che invece di risolvere i problemi nell&#8217;interesse generale, la preoccupazione principale era di preservare gli interessi di ciascuno dei partecipanti.<br \/>\nIntanto, le idee federaliste si sviluppano sotto la spinta di Richard Coudenhove-Kalergi e di molti altri intellettuali, come in Italia Luigi Einaudi che promuove l\u2019idea di federazione europea, o Giovanni Agnelli e Attilio Cabiati che dal 1916 elaborano le idee pubblicate, nel loro libro Federazione europea o Lega delle nazioni?(1918). Alcuni politici porteranno questo messaggio d\u2019unificazione federale dell\u2019Europa alla SDN, suscitando l\u2019adesione di molti altri. Fu il caso del ministro degli affari esteri francese Aristide Briand, un pacifista convinto. Nel 1927Briand e il segretario di Stato americano Frank Kellogg propongono un accordo generale multilaterale: il 27 agosto 1928 il \u201cTrattato generale sulla rinuncia alla guerra come strumento di politica nazionale\u201d sar\u00e0 firmato a Parigi da 63 paesi tra cui la Germania, l\u2019Italia (da Mussolini) e il Giappone. Non essendo previste sanzioni in caso di violazione, ma solo la riprovazione internazionale, Briand prone all\u2019Assemblea della SDN, il 5 settembre 1929, la creazione di legami federali tra paesi europei. Riceve subito l\u2019appoggio del presidente tedesco Gustav Stresemann. La SDN incarica il governo francese di elaborare un memorandum \u201cSull\u2019organizzazione di un regime di Unione federale europea\u201d che sar\u00e0 reso pubblico il 1\u00b0 maggio 1930. Il suo obiettivo era di creare una \u201cUnione europea\u201d con un \u201cmercato comune\u201d, la convergenza delle economie europee, una unione doganale, il coordinamento dei grandi lavori pubblici, quello delle legislazioni sociali e le istituzioni necessarie per fare funzionare l\u2019accordo. La SDN decide di creare una Commissione di studio per l\u2019Unione europea (1931-1932). Molti elementi metteranno fine a questi lavori: la morte di Briand nel 1932, le conseguenze economiche, sociali e politiche della crisi del 1929 che portano i paesi all\u2019isolazionismo, l\u2019invasione giapponese della Manciuria nel settembre 1931, preambolo dell\u2019espansionismo giapponese in Cina (entrambi i paesi erano membri fondatori della SDN), la presa del potere dei nazional-socialisti in Germania (30 gennaio 1933) e l\u2019inizio del suo riarmo. Il ritorno dei nazionalismi e la debolezza dei poteri della SDN favoriranno l\u2019esplosione del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Federalismo e Resistenza (1939-1945)<\/strong><\/p>\n<p>Fu questo a rilanciare l\u2019idea d\u2019unificazione federale del continente europeo, nella Resistenza e tra i rifugiati politici in America e in Svizzera, ma anche a creare delle istituzioni internazionali e tra gli alleati (ONU, FMI, Banca Mondiale, GATT) che serviranno alla costruzione europea della seconda meta del secolo. In esilio negli Stati Uniti, Richard Coudenhove-Kalergi prosegue la sua crociata a favore della federazione europea con\u201cl&#8217;Unione Paneuropea in esilio\u201d. Nel 1943, organizza a New York il suo quinto Congresso. Winston Churchill comunica il suo desiderio di vedere la creazione di un Consiglio d&#8217;Europa. Egli afferma: &#8220;Dobbiamo costruire una sorta di Stati Uniti d&#8217;Europa. Il primo passo \u00e8 quello di formare un Consiglio d&#8217;Europa. E da questo lavoro urgente, Francia e Germania devono prendere insieme il comando. Quindi vi dico: &#8220;Alzati, Europa!\u201d. Il comitato legale del Movimento adotta una dettagliata bozza di Costituzione degli Stati Uniti d\u2019Europa nel marzo 1944. Nei paesi occupati dai nazisti, soprattutto in Francia e in Italia, molti movimenti di resistenza vagheggiano un federalismo europeo dopo la guerra. Nonostante le loro differenze ideologiche, sono tutti convinti che possa essere una sorta di rimedio agli eccessi dell&#8217;egoismo nazionale che \u00e8 appassito come &#8220;nazionalismo&#8221;, incapace per natura di accettare la democrazia e lo spirito di solidariet\u00e0. La convergenza di queste idee generali nello stesso momento \u00e8 stupefacente visto che i protagonisti erano isolati gli uni dagli altri, in prigione, nella Resistenza o in esilio. Cos\u00ec, tra i numerosi testi a vocazione federalista il famoso Manifesto di Ventotene, uno dei pi\u00f9 importanti per il movimento federalista, \u00e8 scritto al confino da Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni nella prima met\u00e0 del 1941. Comincer\u00e0 a raggiungere altri federalisti quando Rossi e Spinelli, liberati dopo la destituzione di Mussolini (25 luglio 1943), si recano in Svizzera alla fine del 1943 per diffondere le idee del Movimento federalista europeo (MFE) creato durante una riunione clandestina a Milano il 27 e 28 luglio 1943. In Svizzera, incontrano altri esponenti del federalismo: francesi, tedeschi, polacchi, olandesi, jugoslavi, danesi, norvegesi, ecc. Nel maggio 1944, creano a Ginevra un \u201cCentro d\u2019azione per la Federazione europea\u201d. L\u2019attivismo e la collaborazione di questi pochi uomini e donne conduce alla \u201cDichiarazione delle Resistenze europee\u201d e alla sua diffusione a tutti i movimenti di resistenza. In Francia, il Comitato francese per la Federazione europea (CFFE), sotto la direzione dello scrittore e resistente francese Albert Camus, pubblica una dichiarazione a favore del federalismo europeo nel giugno 1944, prima di provare ad integrare altri movimenti e trasformarsi in un Comitato internazionale per la Federazione europea (CIFE). In tutta Europa, anche nei paesi sotto dominio dell\u2019URSS, piccoli movimenti e partiti federalisti proliferano. Questa dispersione nuoce all\u2019efficienza del messaggio federalista soprattutto perch\u00e9 la fine della guerra cambia la situazione politica. Molti membri si affiliano ai vari partiti politici e al loro gioco di potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il dopoguerra (1945-1954)<\/strong><\/p>\n<p>La forza dei modelli di pensiero dominante e le vecchie abitudini di lotta politica si scontrano con l\u2019approccio di tipo rivoluzionario voluto dalle correnti maggioritarie dei federalisti. Esse incontrano l&#8217;opposizione sorda delle istituzioni che stanno combattendo e che credevano in via d&#8217;estinzione. La \u201ccortina di ferro\u201d, la guerra fredda, le necessit\u00e0 della ricostruzione impossibile senza l\u2019aiuto americano, il piano Marshall, spingono i federalisti, che volevano diffondere un messaggio apolitico indipendente, a cambiare strategia. L\u2019anticomunismo diventa il collante pi\u00f9 efficace della loro causa e l\u2019approccio militante ne sar\u00e0 il supporto. Ovviamente, questo sviluppo spiega i sospetti di dipendenza dagli Stati Uniti espressi contro coloro che difendono l&#8217;Europa, tanto pi\u00f9 che, in cambio del loro aiuto, gli USA chiedono con grande insistenza l&#8217;unificazione dell&#8217;Europa. E, di fatto, obbligheranno i paesi europei a creare l&#8217;Organizzazione europea per la cooperazione economica (OECE), per garantire la distribuzione dei fondi del Piano Marshall e supporteranno gli sforzi dei federalisti nella creazione del Consiglio d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Intanto, i federalisti ricevono un inatteso supporto da parte di Winston Churchill. Il 19 settembre 1945a Zurigo pronuncia un famoso discorso, nel quale afferma: \u201cbisogna costruire una sorta di Stati Uniti dell\u2019Europa\u201d sotto l\u2019egida della Francia e la Germania. Nonostante il suo grande successo presso i federalisti, Churchill non ha nessuna intenzione di vedere il Regno Unito partecipare a una tale unione politica. Affermava da molti anni:\u201cNoi siamo con l\u2019Europa ma non ne facciamo parte (\u00abwe are with Europe, but not of it\u00bb). Due anni pi\u00f9 tardi, \u00e8 nominato presidente d\u2019onore del Congresso degli europeisti dell\u2019Aia (1948). I dibattiti tra i sostenitori di un\u2019unione puramente economica \u2013 gli unionisti \u2013 e quegli favorevoli a un\u2019unione politica &#8211; i federalisti &#8211; sono molto accesi. La posizione di Churchill a favore degli unionisti porter\u00e0 alla scissione.<\/p>\n<p>Tuttavia, la popolarit\u00e0 delle idee federaliste spinge dodici movimenti da sette paesi, tra cui il CIFE di Camus e il MFE di Spinelli, a creare una struttura operativa pi\u00f9 ampia: l\u2019Unione europea dei Federalisti (UEF) nel dicembre 1946, poi a raggruppare l\u2019insieme degli europeisti in un \u201cComitato internazionale di coordinamento dei movimenti a favore dell\u2019unit\u00e0 europea\u201d (CICMUE). L\u2019obbiettivo \u00e8 la preparazione di un Congresso dell\u2019Europa che si svolger\u00e0 all\u2019Aia nel maggio 1948. Raduner\u00e0 pi\u00f9 di 750 partecipanti di 17 paesi e vedr\u00e0 la presenza di politici di alto livello come Anthony Eden, Paul Ramadier, Paul Reynaud, Harold Macmillan o Fran\u00e7ois Mitterrand, oltre a due tedeschi ancora sconosciuti ma prossimi a un grande destino: Konrad Adenauer e Walter Hallstein. Tutti accettano di riunirsi in una nuova organizzazione, il Movimento Europeo Internazionale (MEI) con una struttura capillare di consigli nazionali. Il congresso fissa come obiettivo prioritario la creazione di una assemblea europea composta di parlamentari eletti nel loro paese. La riunificazione sotto l\u2019ombrello del MEI non impedisce antagonismi e divergenze. Due grandi tendenze si opponevano: da una parte i federalisti desiderosi di costruire un insieme politico integrato dove i membri avrebbero accettato di abbandonare una parte della loro sovranit\u00e0, dall\u2019altro, gli \u201cunionisti\u201d (con Churchill e molti britannici) preoccupati di preservare le identit\u00e0 nazionali e le indipendenze, pi\u00f9 interessati da una cooperazione economica senza struttura politica sovranazionale. Allo stesso modo, all\u2019interno della galassia federalista esistono due tendenze principali. La prima \u00e8 quella del \u201cfederalismo integrale\u201d, basato esclusivamente su un approccio politico. La seconda \u00e8 il \u201cfederalismo costituzionale\u201d promosso particolarmente dal MFE di Spinelli. Considera la soluzione dei problemi giuridici ed istituzionali preliminare a qualsiasi altro sviluppo. I lavori del MEI e la pressione politica dei suoi membri conducono al trattato di Londra, firmato il 5 maggio 1949, atto fondatore del Consiglio d\u2019Europa (CoE). Il suo primo successo sar\u00e0 l\u2019adozione della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo a fine 1950, simile alla convenzione dell\u2019ONU, poi della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo nel 1959.<\/p>\n<p>Tuttavia, i britannici hanno ottenuto che l&#8217;assemblea parlamentare avesse solo un ruolo consultivo e fosse sottomessa al consiglio dei ministri con diritto di veto. La proposta del deputato laburista MacKay di dotare il CoE di funzione limitate ma di poteri reali, votata nell\u2019entusiasmo durante la prima sessione (agosto 1949) \u00e8 trasmessa ai ministri che la rifiutano. Non se ne parler\u00e0 mai pi\u00f9. Allo stesso modo \u00e8 seppellita la richiesta dell\u2019assemblea, votata all\u2019unanimit\u00e0, di creare una assemblea costituzionale. Ovviamente, una tale situazione non soddisfer\u00e0 la parte pi\u00f9 radicale del Movimento europeo, cio\u00e8 l\u2019UEF e il MFE. Prevedendo la necessit\u00e0 di fare pressione sui membri del Consiglio d\u2019Europa, avevano deciso di creare un&#8217;Assemblea consultiva al fine di preparare un patto costituzionale. Chiamata \u201cConsiglio europeo di sorveglianza\u201d (CEV) \u00e8 un forum di militanti, di uomini politici e di rappresentanti del settore economico, sociale e sindacalista. Si riunisce a Strasburgo vicino alla sede del Consiglio d\u2019Europa e durante le sue assemblee plenarie. Nello stesso tempo si decide di intraprendere un&#8217;azione di grande ampiezza: lobbying politico, manifestazioni e petizione popolare a favore di un patto costituzionale. Spinelli scrive il testo di una petizione richiedendo che il CoE sia incaricato dell\u2019unificazione europea, petizione alla quale aderiscono sia il presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, che il suo ministro degli Esteri, Carlo Sforza. Il Parlamento italiano l\u2019adotta a fine 1950. La campagna popolare \u00e8 lanciata in tutti i paesi, ma sar\u00e0 in Italia che avr\u00e0 il pi\u00f9 grande successo. Giuseppe Patrono, resistente e federalista della prima ora, crea nel 1949 la sezione del MFE a Brindisi, anima i dibattiti in Puglia e collabora strettamente con Spinelli e con l\u2019UEF. Tuttavia, la strada del Consiglio d\u2019Europa, come strumento dell\u2019evoluzione dell\u2019Europa verso una federazione costituzionale si chiude con il veto britannico a qualsiasi modifica del suo statuto, il 13 novembre 1950.<\/p>\n<p>Troppo presi dalla loro battaglia e lontani dalle numerose negoziazioni internazionali legate al piano Marshall e alla creazione del patto Atlantico, i federalisti costituzionali non avevano partecipato al lavoro di altri europeisti, pi\u00f9 pragmatici, che, sotto la guida di Jean Monnet, elaboravano un approccio funzionalista. Monnet era convinto che \u201cl&#8217;Europa non sar\u00e0 costruita tutta in una volta o come parte di una costruzione globale: sar\u00e0 costruita attraverso realizzazioni concrete che creino prima di tutto una solidariet\u00e0 di fatto\u201d. Vista l\u2019allora importanza del carbone e dell\u2019acciaio per l\u2019economia europea, per la ricostruzione e per la pace, ne proponeva la messa in comune delle risorse e della produzione. L\u2019obiettivo era quello \u201cdi aprire una breccia nel bastione della sovranit\u00e0 nazionale che fosse sufficientemente limitata per raccogliere il consenso e sufficientemente profonda per condurre gli Stati verso l&#8217;unit\u00e0 necessaria alla pace\u201d, cio\u00e8 un primo passo concreto verso una federazione, grazie alla creazione di istituzioni che disponessero di un vero potere di decisione sovranazionale. La proposizione fu presentata dal ministro degli affari esteri francesi il 9 maggio 1950, accettata dalla Germania, dall\u2019Italia e dai paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) i quali iniziarono subito la preparazione del trattato per la Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio (CECA). Firmato a Parigi il 18 aprile 1951, entr\u00f2 in vigore il 23 luglio 1952. Invitati, i britannici rifiutano di partecipare. Nonostante tentativi di sabotaggio britannico, forte del successo del \u201cpiano Schuman\u201d, il governo francese sotto la presidenza di Ren\u00e9 Pleven propose, nell\u2019ottobre 1950, la creazione di una armata europea dipendente da istituzioni politiche dell\u2019Europa unita. Quindi inizieranno, nel gennaio 1951, le negoziazioni per il Trattato di Comunit\u00e0 Europea di Difesa (CED) che sar\u00e0 firmato a Parigi dai sei paesi della CECA il 27 maggio 1952.<\/p>\n<p>Il piano Schuman e il piano Pleven conducono i federalisti a cambiare strategia. Vista l\u2019impossibilit\u00e0 di appoggiarsi sul Consiglio d\u2019Europa e di convincere i britannici, mantengono la loro battaglia e il loro lobbying a favore di una costituzione europea, ma scelgono la via perseguita da Monnet limitando i loro progetto ai sei paesi della Comunit\u00e0. Convocano una conferenza a Lugano dal 18 al 20 aprile 1951 durante la quale 60 personalit\u00e0 di 11 paesi redigono un progetto di trattato costituzionale. Il ruolo di Spinelli sar\u00e0 fondamentale sia nella redazione dei documenti sia nella loro promozione presso i politici e i governi. Il testo costituzionale \u00e8 mandato a 4000 parlamentari e sar\u00e0 firmato da 601 di loro. Tuttavia, il pi\u00f9 grande successo di Spinelli e quello di convincere De Gasperi di introdurre nel progetto di trattato della CED delle disposizioni giuridiche aprendo la porta all\u2019evoluzione delle comunit\u00e0 verso una federazione. De Gasperi riusc\u00ec a far inserire, in accordo con francesi e tedeschi, l&#8217;articolo 38 nel trattato CED. Quest\u2019ultimo affidava all\u2019Assemblea della CECA dalla sua entrata in funzione, nel settembre 1952, il compito di redigere il testo di una Costituzione europea. Fu perci\u00f2 creata una Commissione costituzionale ad-hoc composta dai suoi membri pi\u00f9 qualificati. Il testo della Costituzione europea sar\u00e0 pronto nel marzo 1953. Bench\u00e9 la Germania e i paesi del Benelux ratificarono il Trattato CED, un vasto fronte anti CED si svilupp\u00f2 in Francia animato dai militari, dai comunisti e dal partito di De Gaulle. In Italia, la vicenda della legge elettorale maggioritaria e la fine della carriera politica di De Gasperi nell\u2019agosto 1953 port\u00f2 il suo successore, Giuseppe Pella, a sospendere la ratifica parlamentare italiana in attesa di quella francese. La forza del fronte anti-CED condusse il Parlamento francese ad accantonare il trattato il 30 agosto 1954. Questo rifiuto port\u00f2 quindi al fallimento del progetto federalista di una comunit\u00e0 politica europea, che vi era stata associata.<\/p>\n<p>Da allora, il movimento federalista proseguir\u00e0 la sua battaglia, ma abbandoner\u00e0 la via parlamentare fino all\u2019elezione a suffrago universale del Parlamento europeo. Eletto parlamentare nel 1979, Spinelli insieme ad altri parlamentari federalisti fond\u00f2 il Club del Coccodrillo. Il club lottava per un nuovo trattato europeo e prepar\u00f2 un progetto di trattato destinato ad essere una Costituzione europea, senza averne il nome. Il 14 febbraio 1984, il Parlamento europeo adotto\u0300 la sua proposta a stragrande maggioranza e approv\u00f2 il \u201cProgetto di Trattato istitutivo dell\u2019Unione europea\u201d, il cosiddetto \u201cPiano Spinelli\u201d. I parlamenti nazionali, per\u00f2, non lo ratificarono, marcando la disfatta dei federalisti costituzionali e la vittoria della politica pragmatica dei piccoli passi di Jean Monnet e dei federalisti funzionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per approfondire:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Bossuat, G\u00e9rard: L\u2019Europe occidentale \u00e0 l\u2019heure am\u00e9ricaine, 1945-1952, Editions Complexe, 1992<\/li>\n<li>Monnet, Jean: M\u00e9moires, Librairie Arth\u00e8me Fayard, 1976<\/li>\n<li>Pastorelli, Pietro: La politica estera italiana del dopoguerra, Il Mulino, 1987<\/li>\n<li>Pozzoli, Francesca (a cura di): Federalismo e Autonomia dal Settecento ai giorni nostri, Rusconi, 1997<\/li>\n<li>Spinelli, Altiero: Diario europeo, 1948-1969, Il Mulino, 1989<\/li>\n<li>Vayssi\u00e8re, Bertrand: Vers une Europe f\u00e9d\u00e9rale? Les espoirs et les actions f\u00e9d\u00e9ralistes au sortir de la Seconde Guerre mondiale, P. I. E Peter Lang, 2007<\/li>\n<li>Voyenne, Bernard: Histoire de l\u2019id\u00e9e europ\u00e9enne Petite Biblioth\u00e8que Payot, 1964<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando le societ\u00e0 umane si sono costituite in citt\u00e0-stato, reami, imperi, pi\u00f9 di 8. 000 anni fa, non hanno potuto evitare di avere relazioni tra di loro, belliche o 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